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Mancanza di melanina: 2 rimedi per contrastare questo disturbo

mancanza di melanina

La mancanza di melanina è un disturbo di cui molte persone soffrono. Macchie bianche sulla pelle, albinismo, l’arrivo dei capelli bianchi prima del tempo, potrebbero essere conseguenze dovute a questa carenza all’interno del nostro organismo.

Per capire di cosa stiamo parlando, è innanzitutto importante andare a scoprire nello specifico cos’è la melanina e che ruolo svolge nel nostro corpo.

Dunque, la melanina (il cui nome deriva dal greco antico, “Mélas”, cioè “nero”) è un pigmento scuro che determina la colorazione della pelle di ognuno di noi. Sarebbe in realtà più corretto parlare di “melanine” al plurale, perché ovviamente si tratta di milioni di piccoli pigmenti che vanno a definire il colore dell’epidermide. Quindi vediamo cos’è la mancanza di melanina!

In ogni corpo i livelli di melanina sono differenti, proprio per questo ci sono persone con la pelle più scura e persone con la pelle più chiara. I livelli di melanina variano di corpo in corpo e di popolazione in popolazione, principalmente grazie a fattori genetici.

Questi, poi, possono subire variazioni a seconda di una serie di altri fattori esterni, come una determinata esposizione ai raggi solari, un’alimentazione ricca di alimenti che possono stimolarne la produzione, come alimenti ricchi di vitamina A o betacarotene.

Questo pigmento è anche responsabile della colorazione del colore dei capelli o degli occhi. La mancanza di melanina, invece, determina alcune conseguenze abbastanza diffuse fra la popolazione, come la vitiligine (macchie bianche sulla pelle) o l’albinismo (quasi totale mancanza di melanina nel corpo che determina pelle e occhi chiarissimi e capelli bianchi a prescindere dall’età).

Mancanza di melanina: di cosa si tratta

Abbiamo visto che la melanina è un pigmento che si trova all’interno del corpo e che è responsabile della colorazione della pelle, degli occhi e dei capelli. Quindi cosa causa la mancanza di melanina?

Più nello specifico, si tratta di molecole (i melanociti) presenti nell’organismo umano ma anche nelle classi animali e vegetali, che svolgono diverse funzioni. Ad esempio, sono fondamentali per proteggere il corpo dagli effetti nocivi dei raggi UV del sole.

Quella “pigmentaria”, che conferisce, cioè, una certa colorazione alla struttura di cui fanno parte, è senz’altro la funzione più diffusa e conosciuta.

I livelli di melanina, inoltre, essendo determinati soprattutto da fattori genetici, possono variare in base alla popolazione. Per questo ci sono etnie che hanno la pelle più scura o più chiara di altre e in tutte può verificarsi il caso di mancanza di melanina.

In realtà, il numero di melanociti presenti all’interno del corpo è uguale per tutte le popolazioni, che si differenziano però dal modo in cui questi stessi si attivano all’interno dell’organismo, producendo livelli generali di melanina maggiori o minori.

Il processo nel quale avviene la produzione di melanina si chiama melanogenesi.

Questo processo avviene grazie ad un amminoacido, la tirosina, che il nostro corpo a sua volta produce grazie ad un altro amminoacido essenziale, la fenilalanina. Di conseguenza per essere sicuri di produrre un normale quantitativo di melanina bisogna accertarsi di non avere carenze di queste due sostanze altrimenti avremmo mancanza di melanina. 

È bene specificare che esistono due tipi di melanina:

  • Feomelanina: caratterizzata da pigmenti di colore rosso/giallo
  • Eumelanina: caratterizzata da pigmenti più scuri

A seconda di queste due tipologie si possono distinguere diversi tipi di popolazione, da quelli caratterizzati da pelle scura o nera fino ad arrivare a chi ha una pelle molto chiara.

Albinismo

La mancanza di melanina è una carenza di cui sia animali che esseri umani possono soffrire. Quando questa carenza è quasi totale, si parla di albinismo.

In questi casi, generalmente, sia che si tratti di un animale che di un essere umano, in coloro che c’è mancanza di melanina, gli occhi tenderanno ad un azzurro molto chiaro, quasi color ghiaccio, mentre la pelle, il pelo o i capelli saranno prevalentemente di colore bianco.

Ne soffrono soprattutto gli esseri umani ma anche diverse specie di mammiferi, uccelli, pesci e rettili, ma anche alcune piante, foglie, fiori e frutti.

Questa anomalia  causata dalla mancanza di melanina è considerata una vera e propria malattia rara, che sopraggiunge soprattutto a causa di fattori genetici che tendono a tramandarsi di generazione in generazione. Proprio perché la melanina è utile nel proteggere il corpo dagli effetti dannosi dovuti all’esposizione dei raggi UV del sole, chi soffre di albinismo deve fare particolarmente attenzione all’esposizione solare.

Questi soggetti che hanno mancanza di melanina sono, particolarmente suscettibili alle ustioni e allo sviluppo di tumori della pelle. Anche la vista è particolarmente coinvolta negli effetti di questa patologia, in quanto il sistema ottico è particolarmente dipendente dalla melanina, di conseguenza gli albini possono sviluppare diversi disturbi correlati alla vista.

Bisogna fare particolare attenzione a proteggere gli occhi dalla luce con occhiali adeguati, per non rischiare danni alla retina o al nervo ottico. Anche gli abbassamenti della vista o la fotofobia sono caratteristici di questa patologia. In generale, chi soffre di albinismo tende ad avere un’acutezza visiva minore rispetto a chi non ne soffre.

Vitiligine

La mancanza di melanina può causare la vitiligine. Si tratta di una malattia della pelle dovuta ad un malfunzionamento dei melanociti, cioè le cellule incaricate di produrre melanina, che a causa di un’alterazione non svolgono correttamente le loro funzioni.

La caratteristica principale di questa malattia, le cui cause non sono ancora state definite con precisione, sono delle macchie bianche che sopraggiungono in determinati punti del corpo. In queste aree della pelle, cioè, avviene una depigmentazione perché i melanociti non sono, appunto, in grado di attivarsi per la produzione di melanina.

Anche in questi casi si tratta di fattori prevalentemente genetici che si tramandano di generazioni. La vitiligine si ripresenta spesso all’interno della stessa famiglia.

È un disturbo piuttosto comune, che colpisce gran parte della popolazione mondiale. È prevalentemente estetico, perché non porta sintomatologie fisiche se non la comparsa di macchie più chiare o quasi bianche sulla pelle.

In alcuni casi possono essere accompagnate da prurito, un sintomo da tenere sotto controllo perché spesso può essere l’avviso di un peggioramento della patologia.

Chi ne soffre può sviluppare imbarazzo dovuto alla non accettazione dell’immagine che si ha di sé, anche se negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nella concezione estetica della vitiligine. Diverse modelle affette da vitiligine sono state scelte proprio per questa caratteristica che poi è diventata una vera e propria particolarità, considerata come una forma di bellezza.

Così come nel caso dell’albinismo, chi è affetto da vitiligine deve fare particolare attenzione all’esposizione solare e alle scottature, in quanto anche nel loro caso la propria pelle è sprovvista di un adeguato livello di melanina atto a proteggere dai raggi ultravioletti.

Si è quindi maggiormente esposti a scottature ed eritemi solari, ma anche infezioni e tumori della pelle.

Cure per la vitiligine

Come abbiamo visto, la vitiligine è una malattia caratterizzata da mancanza di melanina. È un problema soprattutto estetico, perché non provoca grossi danni al corpo se non una maggior sensibilità alla luce solare e alle scottature.

Ci sono diversi rimedi e cure che si possono attuare in questi casi. Per prima cosa è ovviamente necessario farsi visitare da un dermatologo per avere chiara la nostra situazione. Soltanto un esperto potrà darci il consiglio giusto nel momento in cui decidiamo di intraprendere un percorso per contrastare questa patologia.

Le possibili strade sono diverse. Innanzitutto è possibile intraprendere un percorso farmacologico con dei prodotti che favoriscano la ripigmentazione della pelle. Se questo trattamento non ha avuto alcun effetto, si può provare con il trapianto di melanociti, una soluzione consigliata soltanto relativamente a macchie piccole e facilmente trattabili.

In alternativa si può provare la terapia PUVA, che consiste in un’esposizione controllata a raggi UV, un trattamento che agisce sull’epidermide e serve per riattivare le normali funzioni dei melanociti. Oppure, secondo lo stesso principio, potrebbe portare a risultati anche l’esposizione a raggi UVB che, a differenza degli UVA, agiscono più in profondità, a livello cellulare.

Quest’ultima è una terapia che negli ultimi anni ha avuto molto successo e ha portato alla risoluzione del problema una buona percentuale di pazienti che avevano deciso di provare a contrastare la malattia con questa soluzione.

La vitiligine nella moda

Negli ultimi tempi si sta sviluppando sempre di più il tentativo di svincolare la normale concezione di bellezza da certi standard che sono andati avanti per anni. Abbiamo avuto il piacere di poter osservare modelle dai lineamenti molto particolari, con la sindrome di down o con la vitiligine.

Appartenente a quest’ultima categoria è l’ormai celebre modella Winnie Harlow, divenuta famosa grazie alla sua particolarissima pelle, caratterizzata da vitiligine.

La ragazza partecipò ad America’s next top model (noto programma condotto da Tyra Banks) e successivamente è diventata testimonial di marchi come Desigual o Diesel. Con il suo successo ha dato un vero e proprio schiaffo morale a chi ha sempre ritenuto questa particolarità come un’imperfezione da deridere ed emarginare.

Gli anni di bullismo adolescenziale in cui veniva chiamata “mucca” a causa della sua pelle, l’hanno segnata ma anche fortificata. La donna che è diventata oggi è un esempio per tante altre donne che grazie alla sua forza di esporsi e al suo successo hanno fatto dei passi avanti nell’accettazione personale.

Talvolta quelli che sono considerati dei difetti non sono altro che delle caratteristiche che in realtà ci rendono unici e diversi, e questo vale per la vitiligine come per tante altre problematiche estetiche.

Mancanza di melanina, rimedi: alimentazione

La mancanza di melanina può essere trattata in diversi modi, con integratori ma anche con la giusta alimentazione. Esistono infatti diversi cibi che possono aiutarci a produrne di più. Un cliché sono, ad esempio, le carote: tutti sanno che mangiarne tante aiuta ad abbronzarsi maggiormente.

In effetti esistono alimenti che possono aiutarci a produrre più melanina e, di conseguenza, a diventare più scuri quando ci esponiamo ai raggi solari.

Abbiamo visto che l’abbronzatura è, in realtà, un processo difensivo che il nostro corpo mette in atto per difenderci dall’esposizione ai raggi ultravioletti e ai danni che possono provocare alla pelle e all’organismo. I melanociti stimolano la produzione di melanina che si raggruppa in granuli scuri nell’epidermide, con lo scopo di creare una barriera protettiva che ci difenda dal sole.

Ecco quindi perché ci abbronziamo e diventiamo più scuri se ci esponiamo alla luce. Il nostro corpo ci sta, in realtà, difendendo. Negli anni l’abbronzatura è diventata poi un fattore estetico sempre più apprezzato. Conoscere quindi i modi per stimolare maggior produzione di melanina può essere utile sia esteticamente che per essere naturalmente più sicuri e difesi dai raggi UV.

Innanzitutto, per ovviare alla mancanza di melanina e stimolarne la produzione sono fondamentali due amminoacidi: tirosina e fenilalanina. Ma anche alimenti ricchi di vitamina A e betacarotene possono aiutare.

Ad esempio:

  • alimenti integrali
  • legumi
  • pesce
  • uova
  • mandorle
  • soia
  • frutti di mare
  • alga spirulina essiccata
  • carote
  • pomodori
  • albicocche
  • semi di zucca
  • zucca

Altri rimedi: integratori

Per contrastare la mancanza di melanina è utile, oltre a migliorare l’alimentazione sotto quel punto di vista, assumere degli integratori appositi. Si tratta di prodotti che contengono sostanze che possono stimolare la produzione di melanina.

Di conseguenza, è possibile dare una mano alla nostra pelle per risultare più sana e pronta a difendersi dai raggi solari, ma anche più bella. Questo perché, naturalmente, stimolando una maggior produzione di melanina ci abbronzeremo di più e meglio.

Gli integratori che esistono in commercio possono introdurre sostanze antiossidanti all’interno del nostro organismo, che quindi limitano i danni dei raggi UV del sole. Un po’ come le creme protettive, con la differenza che gli integratori agiscono, ovviamente, dall’interno.

Proprio per questo, quando si ha intenzione di assumere integratori per ovviare alla mancanza di melanina, può essere utile cominciare questo trattamento anche uno o due mesi prima dell’esposizione al sole.

In generale, i componenti al loro interno sono prevalentemente quelli già analizzati in precedenza. Ad esempio la tirosina, l’amminoacido grazie al quale si produce la melanina.

Il betacarotene è un pigmento vegetale antiossidante che aiuta a limitare i danni del sole e ad diminuire la mancanza di melanina, regalando alla pelle un colorito dorato molto apprezzato. Anche il licopene è utile a regalare un bel colorito alla pelle e a proteggerla dai raggi solari. È una sostanza antiossidante contenuta prevalentemente nei pomodori.

Altre sostanze antiossidanti possono essere la vitamina A, C, PP e alcuni minerali come zinco, selenio e rame.

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